Il Progetto
Questo sito nasce per rendere omaggio a Vittorio Murrù: artista, amico, padre.
La sua pittura è stata soprattutto un viaggio interiore: un intreccio di emozioni da sciogliere, un modo per porsi domande, per esplorare l'animo umano e osservare la società.
Questo archivio digitale nasce dal desiderio di custodire e condividere la sua opera, raccogliendo nel tempo immagini, ricordi, testimonianze e materiali che aiutano a restituire il senso del suo percorso umano e artistico.
Storia dell’archivio digitale
L’archivio digitale dedicato a Vittorio Murrù è nato da un primo nucleo di circa cinquanta fotografie di opere.
Da lì è cominciata una ricerca paziente, fatta di materiali ritrovati nel tempo, ricognizioni sul web, annunci, contatti diretti e richieste rivolte a chi aveva conosciuto l’artista o conservava una sua opera.
Una parte importante di questo percorso è passata attraverso le persone: amici, collezionisti, conoscenti, familiari, appassionati. Alcuni sono stati raggiunti attraverso internet e i social network, altri di persona, altri ancora grazie al passaparola. Da ciascuno sono arrivati frammenti preziosi: fotografie, informazioni, ricordi, conferme, nuove piste da seguire.
Poco alla volta, il progetto si è ampliato e ha cominciato a prendere la forma di un archivio vero e proprio, accogliendo opere, video, documenti, materiali di stampa e testimonianze.
Questo archivio continua a crescere come memoria condivisa, con l’obiettivo di custodire e restituire nel tempo il percorso umano e artistico di Vittorio Murrù.
L’artista e l’uomo
Vittorio Murrù è stato un maestro capace di trasmettere non solo la tecnica pittorica, ma anche insegnamenti di vita. Ha avuto amici di ogni età: sapeva ascoltare i giovani e rispettare i più anziani. Uomo positivo, sempre al passo con il mondo, ha affrontato la vita con spirito di sacrificio ma anche con leggerezza, cercando il bello nelle cose e nelle persone, senza mai fermarsi all'apparenza.
La sua arte, il suo carisma, la gentilezza dei modi, l'intelligenza, l'ironia e l'empatia lo hanno portato a incontrare una moltitudine di persone, di qualsiasi estrazione. Con tutti è sempre rimasto sé stesso, senza maschere, pronto ad ascoltare, chiedendo in cambio soltanto il rispetto dei suoi principi.
Maturo e consapevole, diceva che chi acquistava un suo quadro cercava forse un frammento della sua anima.
Il mio Eden
Il suo ultimo dipinto è stato Il mio Eden: la mela del peccato, la natura incontaminata, un cielo terso e un volo di rondini rassicurante.
Negli ultimi giorni, con la sigaretta in bocca mentre disegnava, confidava di essere stanco di una pittura troppo elaborata. Sentiva il desiderio di tornare ai suoi esordi, a un'arte fatta di simboli, contraddizioni e cieli intensi.
Curioso e innamorato della vita, avrebbe voluto più tempo per continuare il suo cammino di ricerca, ma è stato chiamato a dipingere cieli ancora più immensi.
Una memoria condivisa
Le opere presenti in questo sito fanno parte di collezioni private e non sono in vendita.
Desidero esprimere la mia gratitudine a tutte le persone che hanno condiviso con me le fotografie delle opere presenti nelle loro collezioni private, e a coloro che in futuro contribuiranno ad arricchire ulteriormente questa raccolta.
Un sentito grazie anche a chi ha lasciato — e a chi lascerà — un pensiero nel libro degli ospiti del sito: ogni parola è una pennellata preziosa nella memoria dell'artista.
Ringraziamenti
- Mauro Pacetti — che con le sue parole è sempre riuscito a restituire la vera anima dell'artista, dipingendone l'essenza con sensibilità e profondità.
- Antonio Gallesi — per il dono del sampietrino proveniente dalla sua collezione, gesto simbolico e carico di affetto.
- Diego Bresciani — per aver donato un'opera appartenuta all'indimenticabile papà Luciano.
- Antonella Ruggero — grande artista, per aver donato l'opera Vacanze Romane, ricevuta in occasione di una premiazione dei Matia Bazar nel 1986: un ricordo prezioso che oggi trova nuova vita in queste pagine.
A tutti voi, il mio più sincero grazie.
Un ricordo personale
Amava la primavera. Mi ripeteva spesso:
"Pensa alle primavere che abbiamo davanti… sono poche, non sprechiamole."
In queste parole c’è molto del suo modo di guardare alla vita: l’intensità, la consapevolezza del tempo, il desiderio di non sprecarlo.
Questo archivio continua a crescere grazie ai ricordi, alle parole e alle immagini di chi ha incontrato l’opera di Vittorio Murrù nel tempo.
Chi desidera contribuire con un messaggio o con la fotografia di un’opera non ancora presente può scrivere a info@vittoriomurru.it
David