Vittorio Murrù mentre dipinge

Questa pagina raccoglie una memoria più personale di Vittorio Murrù.

Accanto all’archivio e al percorso delle opere, resta il ricordo di una presenza umana fatta di affetto, insegnamenti, ironia, ascolto e vicinanza.

L’artista e l’uomo

Vittorio Murrù è stato un maestro capace di trasmettere non solo la pittura, ma anche un modo di guardare il mondo.

Ha avuto amici di ogni età: sapeva ascoltare i più giovani e rispettare i più anziani. Uomo positivo, curioso, attento al presente, ha affrontato la vita con spirito di sacrificio ma anche con leggerezza, cercando il bello nelle cose e nelle persone, senza fermarsi all’apparenza.

La sua arte, il carisma, la gentilezza dei modi, l’intelligenza, l’ironia e l’empatia lo hanno portato a incontrare molte persone, di ogni estrazione. Con tutti è sempre rimasto sé stesso, senza maschere, pronto ad ascoltare, chiedendo in cambio soltanto il rispetto dei suoi principi.

Diceva che chi acquistava un suo quadro cercava forse un frammento della sua anima.

Il mio Eden

Il suo ultimo dipinto è stato Il mio Eden: la mela del peccato, la natura incontaminata, un cielo terso e un volo di rondini rassicurante.

Negli ultimi giorni, con la sigaretta in bocca mentre disegnava, confidava di essere stanco di una pittura troppo elaborata. Sentiva il desiderio di tornare ai suoi esordi, a un’arte fatta di simboli, contraddizioni e cieli intensi.

Curioso e innamorato della vita, avrebbe voluto più tempo per continuare il suo cammino di ricerca, ma è stato chiamato a dipingere cieli ancora più immensi.

Ringraziamenti

Un ringraziamento particolare va a tutte le persone che hanno custodito nel tempo un ricordo, una parola, un gesto di vicinanza.

Mauro Pacetti, che con le sue parole è sempre riuscito a restituire la vera anima dell’artista.

Antonio Gallesi, per il dono del sampietrino, gesto simbolico e carico di affetto.

Diego Bresciani, per aver donato un’opera appartenuta all’indimenticabile papà Luciano.

Antonella Ruggero, per aver donato l’opera Vacanze Romane, un ricordo prezioso che continua a vivere.

A tutti voi, il mio più sincero grazie.

Un ricordo personale

Amava la primavera. Mi ripeteva spesso:

“Pensa alle primavere che abbiamo davanti… sono poche, non sprechiamole.”

In queste parole c’è molto del suo modo di guardare alla vita: l’intensità e il valore del tempo.

Ti auguro tempo

Non ti auguro un dono qualsiasi, ti auguro soltanto quello che i più non hanno. Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere; se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa. Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare, non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri. Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre, ma tempo per essere contento. Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo, ti auguro tempo perché te ne resti: tempo per stupirti e tempo per fidarti e non soltanto per guardarlo sull'orologio. Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare. Non ha più senso rimandare. Ti auguro tempo per trovare te stesso, per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono. Ti auguro tempo anche per perdonare. Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.

Elli Michler

David